Abbiamo di recente guardato in casa altrui (Uruguay, India, Cina, UK), adesso diamo un’occhiata a quanto succede nel Belpaese sul fronte delle rinnovabili. Tirando le somme, grazie al rapporto statistico fornito dal GSE, possiamo constatare come nell’anno di riferimento, ovvero il 2014, la potenza installata degli impianti a fonti rinnovabili ha raggiunto quota 50.595 MW, a fronte di una produzione elettrica effettiva di 120,7 TWh. In sostanza, rispetto al 2013 si è registrato un aumento di circa 9 TWh, dovuto soprattutto a delle migliori condizioni climatiche ed alla crescita di produzione proveniente da solare e bioenergie. Nonostante ciò, se si legge la statistica attraverso gli occhi della Direttiva 2009/28/CE, il dato potrebbe sembrare in calando. Questo perché  entrerebbero in gioco tre fattori prima non calcolati:

  1. la normalizzazione della produzione idroelettrica (la più rilevante);
  2. la normalizzazione della produzione eolica (ovvero la considerazione dei valori depurati dalla componente climatica);
  3. la contabilizzazione dei soli bioliquidi sostenibili.

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Riferendoci invece alle rinnovabili termiche,  i consumi finali di energia nel 2014 ammontano a 9,9 Mtep, corrispondenti a circa 115,6 TWh. Di questa somma, il 90% è consumato direttamente dalle famiglie e dalle imprese, attraverso l’utilizzo attraverso stufe, caldaie, apparecchi a pompa di calore, pannelli solari termici e simili. Il restate 10% è invece costituito da consumi di calore derivato, ovvero l’energia termica prodotta da impianti di conversione energetica alimentati da fonti rinnovabili e destinata al consumo di terzi (ad esempio, impianti alimentati da biomasse collegati a reti di teleriscaldamento).

In ultima istanza, dal rapporto emerge chiaramente come nel 2014 le rinnovabili italiane abbiano coperto 17,1% dei consumi di energia, con l’apporto più grande fornito dal settore termico. Il comparto si colloca infatti al primo posto, seguito da seguito dall’elettrico (46%) e dai trasporti (5%). Il dato mostra una flessione di circa 0,5 Mtep rispetto al 2013 (-2,4%) che interessa il settore termico (principalmente per il clima più caldo registrato nel 2014 che ha fatto diminuire l’utilizzo della biomassa) e il settore trasporti (principalmente come conseguenza del trend di contrazione dei consumi di carburanti). Per quanto concerne la domanda, le FER e le green economy hanno raggiunto invece il 35%.

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